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Giovedi 6 Novembre ore 15.00 appuntamento alla villa Medicea di Coltano, dove ha  sede la nostra sezione, per la seconda sessione di verifiche e test sul PA Henry Radio 3KD Classic, così recitava il messaggio postato da Roberto IW5AOT sulla chat di sezione qualche giorno fa. Sebbene si tratti del pomeriggio di un giorno lavorativo  l’adesione è massiccia anche se è doveroso dirlo la presenza di “pensionati” è preponderante. Alla fine al capezzale del “malato sotto osservazione” ci ritroviamo in nove Roberto IW5AOT, Fulvio IU5RTR, Vittorio IK5FKE, Paolo  I5WHC, Lido IK5EKM, Alessandro IK5IFH, Giuliano IV3DLW, Domenico IK5JCF e Giuseppe IU5TUD segno evidente di un interesse che onestamente sembra andare ben oltre le attese e che non può che destare apprezzamento. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di completare i test del PA su tutte le bande e di intervenire per il ripristino dei piccoli malfunzionamenti già evidenziati la volta scorsa, ovvero la sostituzione del diodo D203 e della resistenza R207 al fine di ripristinare il funzionamento della misura del livello RF in uscita e la verifica del circuito di misura della corrente di griglia che nei test effettuati la volta scorsa era risultato non funzionante.

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Decidiamo di iniziare da quello che sembra essere l’intervento più complesso anche se onestamente definire la sostituzione di un diodo e di una resistenza “complesso” forse è eccessivo, diciamo che la complicazione maggiore alla fine risulta legata al numero di “diottrie” mancanti, per gli ovvi motivi anagrafici, agli operatori che eseguiranno l’intervento. Superate le difficoltà “ottiche” anche grazie alla poderosa torcia messa a disposizione da Roberto IW5AOT, che presenta un livello di intensità luminosa pari al faro del porto di Livorno,  l’intervento di sostituzione è completato. Si procede alla “taratura” andando a modificare, per tentativi, il numero di spire di L206, inizialmente pari a 5,  L206 altro non è che uno spezzone di filo rigido isolato avvolto sul conduttore  attestato al lato caldo di L207 come risulta visibile nelle foto. Alla fine dopo numerosi tentativi la condizione ideale che permette di far coincidere il FS dello strumento con la massima potenza in uscita si ha con una sola spira.

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Lo step successivo è quello della verifica della misura della corrente di griglia la prima ipotesi formulata di un possibile problema di contatti ossidati nel commutatore dello strumento di misura viene scartata verificando con l’ohmmetro la continuità elettrica. Schema alla mano il maggiore indiziato diventa R211 il trimmer di regolazione della lettura di Ig anche perché verificando nel punto di misura esterno presente sul pannello posteriore del PA, come indicato nel manuale, il valore della corrente di griglia risulta essere regolare. Infatti appena manovrato il trimmer lo strumento torna a indicare regolarmente probabilmente la lunga inattività aveva prodotto l’ossidazione del cursore del potenziometro.

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A questo punto rimane l’ultima parte dei test che ci eravamo riproposti di effettuare ovvero la verifica dell’operatività su tutte le bande con l’ausilio di un carico fittizio e dello strumento messo a disposizione da Roberto IW5AOT, un Daiwa CN801 in grado di leggere fino a 2KW.  Prima di procedere con i test ci soffermiamo sull’esame del circuito di accordo di uscita del PA che presenta alcune interessanti particolarità e che è abbastanza diverso dal classico circuito di accordo a “pi greco” presente in molti apparati simili. La scelta di una circuiteria così particolare è probabilmente legata al fatto che questo PA, come peraltro indicato nel manuale, è in grado di coprire con continuità tutto lo spettro tra 3 e 30 MHz potendo quindi operare anche sulla bande WARC cosa che inizialmente non era stata valutata.

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Se andiamo infatti ad analizzare nel dettaglio il circuito di uscita possiamo notare come, partendo dall’anodo della 3CX1200 troviamo la capacità di disaccoppiamento costituita dal parallelo di C202 e C203 che evita che la tensione anodica possa raggiungere il circuito di uscita a seguire troviamo una prima “cella” a pi greco costituita dalle capacità C204-C208  dalle induttanze L203- L204 tra loro in serie e dal condensatore variabile C209.

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La specificità di questa configurazione a pi greco è quella di essere costituita da un primo gruppo di condensatori  C204-C208  di capacità fissa e inseribili a “passi” in funzione della posizione del commutatore di banda, l’accordo viene realizzato quindi attraverso la variazione di L204 che è una induttanza variabile con continuità tra 0 e 13uH a cui è posta in serie L203, e attraverso la variazione di capacità di C209 che è un condensatore variabile in aria da 500pF.  A questa cella appena descritta fa seguito una seconda cella in configurazione a “L” costituita dall’induttanza L205 in serie alla linea di uscita e dalle capacità C242-C249 in parallelo all'uscita.  L205 ha una serie di prese che vengono selezionate dal commutatore di banda cosi come le capacità  C242-C249 sono inseribili a “passi” in funzione della posizione del commutatore realizzando di fatto una seconda rete di adattamento a “L” prima di raggiungere l’uscita a 50ohm. La configurazione di questa rete di adattamento è tale fa far ritenere che la precedente rete a “pi greco” sia stata progettata per un valore di impedenza in uscita minore di 50 ohm probabilmente per permettere alla rete stessa la più ampia copertura in frequenza prima descritta. Procediamo quindi alle verifiche su tutte le bande a partire dagli 80m fino ai 10m.

Appare subito evidente che la configurazione “insolita” del circuito di uscita si traduce anche in un accordo abbastanza “stretto” che richiede una certa precisione operativa e che necessita di essere ritoccato in caso di significative variazioni di frequenza all’interno della stessa banda. Probabilmente questo è il motivo per cui nelle ultime pagine del manuale è presente  una tabella su cui riportare i valori di accordo indicati dal TUNE e dal LOAD in funzione della frequenza operativa. Ci rendiamo infatti conto che è quasi impossibile trovare l’accordo semplicemente “spazzolando” da un estremo all'altro le regolazioni di TUNE e LOAD ma per ogni cambio banda è necessario preimpostare i valori riportati in tabella per poi procedere all’ottimizzazione fine dell’accordo.

Detto questo però alla fine la soddisfazione è massima nel leggere sul CN801 valori di potenza in uscita che, con 60-70W in ingresso, a seconda delle bande, sono compresi tra 1200 e 1350W, più che sufficienti per le nostre esigenze.

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A questo punto rimane solo da trovare una soluzione per la banda dei 160m non coperta dal PA ma su questo argomento che sarà oggetto di una prossima puntata si sta già “muovendo” qualcosa, l’ipotesi su cui alcuni stanno già lavorando è la costruzione di un PA dedicato a MOSFET e a questo proposito un prezioso contributo è arrivato da Lido IK5EKM che ha messo a disposizione per i test un bel alimentatore da 50V 2000W….

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