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Ai primi di ottobre 2025 Tamerici DX Team, come è noto, si è trovato improvvisamente nella condizione di dover reperire un nuovo PA per la propria postazione contest. Pe r risolvere il problema abbiamo preso in considerazione sia l’ipotesi dell’acquisto di un buon usato sia quella dell’autocostruzione, ma dopo una rapida consultazione abbiamo scelto la prima ipotesi essenzialmente per una questione di tempo sebbene tra i nostri soci fossero presenti competenze e disponibilità per percorrere la strada dell’autocostruzione sicuramente più “allettante” ma, altrettanto sicuramente, più lunga in termini di tempi.

E’ stato deciso quindi di lanciare una sottoscrizione tra i soci per raccogliere la cifra necessaria all’acquisto e contemporaneamente è iniziata la ricerca di un buon usato ad un prezzo compatibile con le sempre esigue disponibilità finanziarie della cassa di sezione.

La fortuna questa volta però sembra volerci aiutare perché nel giro di pochi giorni veniamo a conoscenza della disponibilità ad un prezzo “allettante” di un PA Henry Radio 3KD Classic. Ad un primo esame il PA per quanto “datato” sembra essere una vera occasione in quanto si tratta di una realizzazione di livello qualitativo molto elevato, probabilmente chi ha i capelli bianchi ricorderà come negli anni ’90 i prodotti Henry Radio fossero il top di gamma.  Peraltro il 3KD Classic monta un tubo ceramico 3CX1200D7 alimentato a 4KV e in grado di erogare fino a 1,2KW, unico neo il fatto che il PA non dispone della banda dei 160m ma il prezzo richiesto di € 800 lo fa apparire come un’occasione irrinunciabile.

Decidiamo di contattare il venditore (CSY & SON) per avere informazioni più dettagliate ricevendo rapidamente le risposte richieste assieme ad una esaustiva documentazione fotografica dalla quale l’oggetto risulterebbe in condizioni ottime al netto di un unico problema che ci viene segnalato relativo all’indicatore RF che non funziona, malfunzionamento di cui già si conosce il problema che è localizzato in un diodo bruciato da sostituire.

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Nel giro di qualche giorno, in modo quasi roccambolesco, procediamo all’acquisto anche perché nel frattempo il venditore ha ricevuto un’offerta da un altro potenziale acquirente e quindi siamo costretti a muoverci rapidamente. Il consiglio decide quindi di procedere all’acquisto facendosi carico dell’importo richiesto in attesa dell’esito della raccolta di fondi avviata con la sottoscrizione. Grazie alla disponibilità di Paolo IW5DAP che per motivi di lavoro si trova in zona Milano, il PA nel giro di un paio di giorni è già nelle nostre mani.

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Siamo al 23 di ottobre mancano solo due giorni al CQ WW SSB e per cautela decidiamo di non usare il nuovo PA in contest anche perché abbiamo un’alternativa grazie al prezioso contributo e alla disponibilità di Giuliano IV3DLW che nei giorni precedenti aveva messo a disposizione del Team il suo SB220 per il contest rimandando a dopo tutte le necessarie verifiche sul nuovo acquisto.

A 48 ore dalla fine del contest siamo quindi qui per procedere al check-up del nuovo PA, prima ancora di alimentarlo decidiamo di aprirlo per una approfondita “visual inspection” le foto parlano da sole,  le condizioni sono tali che ci fanno pensare che il proprietario fosse più un “collezionista” che un OM.

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Battute a parte anche ad un occhio attento e esperto appare evidente che il PA è stato utilizzato poco e sicuramente sempre in condizioni ottimali, non c’è alcuna evidenza di “riscaldamento” eccessivo e osservando l’anodo della 3CX1200D7 lo stesso appare con l’argentatura intatta come quella di un tubo nuovo segno evidente che o è stato sostituito di recente o è stato utilizzato pochissimo, le condizioni del resto dei componenti fanno optare più per la seconda ipotesi. Una volta rimosse tutte le coperture esterne non senza qualche difficoltà legata al peso considerevole del PA (oltre 35Kg) e messa a nudo la circuiteria abbiamo esaminato l’amplificatore in ogni suo dettaglio costruttivo avendo una ulteriore conferma di quella che era stata la prima impressione.

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Il livello di robustezza meccanica e il generoso sovradimensionamento della componentistica conferma senza ombra di dubbio la fama che questi prodotti hanno acquisito nel tempo e nel nostro caso specifico anche le condizioni interne confermano il più che probabile limitato utilizzo del PA all’interno del quale non c’è traccia di polvere accumulata neppure negli angoli più remoti segno evidente che le generose ventole di cui è dotato non hanno lavorato molto. Identifichiamo anche con facilità il problema relativo al circuito di misura RF ed in particolare il diodo D203 e la resistenza R207 che necessitano di essere sostituiti e la particolare conformazione del circuito, definito sul manuale come “RF Power Sensor Pickup” ci fa ritenere che il problema possa essere stato causato da un’accidentale contato elettrico tra L206 e il polo caldo di L207 che in condizioni normali dovrebbero presentare un accoppiamento stretto ma che sembra realizzato effettivamente in una modalità non del tutto stabile. Decidiamo comunque di analizzare più attentamente la cosa in una fase successiva in quanto il primo obiettivo è quello di verificare la funzionalità di base dell’amplificatore.

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Richiudiamo quindi tutte le protezioni e effettuiamo le connessioni collegando l’ingresso ad un FT100 che utilizzeremo come driver e l’uscita al dipolo multibanda interponendo il watmetro passante. Decidiamo di fare il primo test in banda 40m dove il dipolo mostra il valore migliore di ROS.

Una volta alimentato e acceso lo strumento di bordo del PA ci indica una tensione di placca che a vuoto è appena sopra i 4Kv e una corrente di riposo intorno ai 50mA. Passiamo in TX con il FT100 alla minima potenza (circa 2W) e eseguiamo un primo accordo del PA che in queste condizioni eroga circa una cinquantina di watts, verificato che tutto sembra regolare iniziamo ad aumentare il pilotaggio ritoccando via via l’accordo che comunque pare assolutamente stabile. Con 30W di pilotaggio il PA eroga circa 400W continuiamo a salire gradualmente e con circa 80W di pilotaggio la potenza di uscita raggiunge e supera il fondo scala dello strumento pari ad un KW dando l’impressione di poter incrementare ulteriormente tanto che stimiamo che alla massima potenza erogata dal FT100 poco meno di 100W l’uscita sia intorno ai 1200W valori perfettamente in linea con quanto indicato sul manuale. Alla massima potenza la tensione di placca scende intorno ai 3,7 KV e la corrente di placca è circa  430mA che si traducono in una potenza di alimentazione di circa 1,6KW con un rendimento pari al 75% valori assolutamente in linea con quanto atteso. Anche per motivi di tempo decidiamo di concludere qui questa prima sessione preliminare di test il cui esito è senz’altro più che positivo, rimandano ad ulteriori approfondimenti successivi e che descriveremo in una prossima “puntata”.

--------------- STAY TUNED ----------